LA SECONDA GUERRA MONDIALE  -  I TRIMOTORI

 

 
 

 Savoia Marchetti S. 79 "Sparviero"  (Sparrowhawk)

Il Savoia Marchetti S.79 fu senz'altro l'aereo più rappresentativo (e fotografato) della Regia Aeronautica negli anni che vanno dalla guerra di Spagna, alla fine del secondo conflitto mondiale. Apprezzato dagli equipaggi per le sue caratteristiche generali (manegevolezza, buon rapporto peso-potenza e ottimo incassatore), venne  costruito in più versioni ed impiegato in vari ruoli.  Sebbene fosse stato uno dei più efficaci aerei della guerra civile spagnola, allo scoppio della seconda guerra mondiale, si rivelò subito inadeguato e surclassato da altri aerei più moderni. Solo in occasione del suo utilizzo come aerosilurante, risultò essere una macchina veramente temuta dagli avversari.

Ecco alcune delle principali versioni del velivolo prodotte: S.79 Prototipo.  S.79CS (Corsa) versione modifica allestita appositamente per le competizioni che, oltre ai vari record di distanza e velocità stabiliti, vinse anche il raid internazionale "Istres-Damasco-Parigi". S.79-I la prima produzione di serie della versione bombardiere equipaggiato con tre motori radiali a 9 cilindri da 780 hp Alfa Romeo 126 RC.34. S.79-II Aerosilurante con tre motori Piaggio P.XI. S.79-III (S.79bis) Silurante con a raggio d'azione esteso introdotto nel tardo 1942 e non disponibile in quantità fino alla metà del 1943.  SM.79GA (Grande Autonomia) con motori A.R.128 di circa 1.000 cv e che incrementarono la velocità a 475 km/h oltre che le prestazioni generali.  S.79B versione bimotore a muso finestrato da esportazione (l'Iraq ne acquistò 5 esemplari) dotato dei meno affidabili motori Fiat A.80.  SM.79C conversione da trasporto con motori Piaggio P.XI RC.40.   SM.79JR bimotore per la Romania, equipaggiato di motori Junkers Jumo 211Da.  SM.79K versione per la Jugoslavia.  SM.79T (transatlantico) versione passeggeri /trasporto per le lunghe distanze.

The Savoia-Marchetti S.79 "Sparviero" (Sparrowhawk) was the most representative (and photographed) Italian bomber of the World War II. Originally was designed as a fast passenger transport aircraft. The three-engined, torpedo and medium-bomber was easily recognizable due to having a distinctive fuselage "hump", and was well-liked by its crews who gave it the nickname Gobbo Maledetto ("damned hunchback"). The S.79 first saw action in the Spanish Civil War, and remained in service in Italy until 1952.

Here some of the principal versions: M.79 Prototype powered by radial engines, S.79CS (Corsa) a specially modified version for races. The plane set many records anc won also the international race "Istres-Damascus-Paris". SM.79-I the first production bomber version powered by three 780 hp Alfa Romeo 126 RC.34 9-cylinder engines.  SM.79-II Torpedo-bomber powered by three Piaggio P.XI engines. SM.79-III (SM.79bis)  Improved extended range torpedo-bomber introduced late 1942, it was not available in significant numbers until mid-1943. SM.79GA powered by Alfa Romeo 128 engines of approximately 1,000 hp each, giving increased performance (speed increased to 475 km/h). SM.79B Twin-engined export version (Iraq bought five) powered by less reliable Fiat A.80 engines and with a glazed nose for improved bomb-aiming.  SM.79C VIP transport conversion, powered by Piaggio P.XI RC.40 engines.  SM.79JR Twin-engined version for Romania, powered by Junkers Jumo 211Da engines.  SM.79K Version for Yugoslavia.  SM.79T Long-range VIP transport version.

 
 IL BOMBARDIERE   (THE BOMBER)
 

S.79 della 253a Squadriglia,  104° Gruppo, 46°  Stormo, Tirana, Albania, novembre. 1940 - Il velivolo è ancora privo della fascia bianca che comparirà poco dopo. (1024x716)

S.79 of the 253rd Squadron, 104th Group, 46th Wing, Tirana, Albania, November 1940 - The plane is still without the white band which will be painted later. (1024x716)

Una coppia di S.79 del 104° Gr. B.T. di stanza a Scutari, in volo sui monti Grammos (1024x768)

A couple of S.79s of the 104th GBT (Land Bombers Group) flying over Grammos mountain chain, Scutari, Albania (1024x768)

Si festeggia il primo Natale di guerra!. Un Savoia Marchetti S.79 del 46° Stormo B.T. - Scutari, Albania, 24 Dicembre 1940,  (aggiornata a 1306×996)

The first WWII Christmas has come!. A Savoia Marchetti S.79 of the 46th Wing BT, Scutari, Albania, 24 December, 1940  (upgraded to 1306×996)


ll 1° Rgt. Granatieri di Sardegna viene imbarcato sui trimotori S.79 della 204a Squadriglia, 41° Gruppo, 12° Stormo per l'invasione dell'Albania. Aeroporto di Grottaglie, Taranto, 8 aprile 1939 (1306×876)

The 1st Grenadiers of Sardinia regiment boarding on S.79s of the 204th Squadriglia, 41° Gruppo, 12° Stormo for invasion of Albania. Grottaglie airport, 8 april 1939

Bombe italiane in attesa di essere caricate su di un Savoia Marchetti S.79 ed essere consegnate ai vari destinatari (1306×901)

Italian bombs waiting to be loaded on a Savoia Marchetti S.79 for delivery (1306×901)

Formazione di Savoia Marchetti S.79 in volo  (1306×883)

A formation of Savoia Marchetti S.79s in flight (1306x883)


S. 79 del 30° Stormo, di stanza in Sicilia, viene allestito per una missione. (1280x561)

Making ready a S.79 of the 30th Wing for a mission. Sicily (1280x561)

Due belle immagini di formazioni di Savoia Marchetti S. 79K della 139 Squadriglia, 87° Gruppo, 30° Stormo, in volo verso Malta. 1941 (sx 1306×1017 - dx 1024x768)

Two nice pictures of formations of Savoia Marchettis S.79K of the 139th Squadron, 87th Group, 30th Wing flying towards Malta on 1941 (left 1306×1017 - right 1024x768)


Una coppia di Savoia Marchetti S.79 della 193a Squadriglia BT, 87° Gruppo, 30° Stormo in volo su Sciacca [1]  (1306x872)

A couple of Savoia Marchettis S.79 of the 193rd Squadron BT, 87th Group, 30th Wing over Sciacca [1]  (1306x872)

Un Savoia Marchetti S.79 "Sparviero" della 192a Squadriglia BT, 87° Gruppo, 30° Stormo [1]  (1306×989)

Another couple of Savoia Marchettis S.79, of the 192nd Squadron BT, 87th Group, 30th Wing [1]  (1306×989)

Savoia Marchetti S.79 in volo sul canale d' Otranto nel 1941 (1024x768)

Savoia Marchettis S.79 flying over the Otranto's Channel in 1941 (1024x768)


Bella immagine di un Savoia Marchetti S.79 della 58a Squadriglia, 32° Gruppo, 10° Stormo BT in volo radente sul mare

Nice picture of a Savoia Marchetti S.79 of the 58th Squadron, 32nd Group, 10th Wing Land Bombers  hedge-hopping over the sea

Due immagini del curioso incidente tra un Savoia Marchetti S.79 ed uno Junkers Ju 88. Il sito di fotografie dove sono state reperite le immagini (http://www.flickr.com), riportava il simpatico titolo "Love in in the air" (foto a sinistra 1024x689, foto a destra 1046x752)
Two pictures on an odd accident between an Italian Savoia Marchetti S.79 and a Junkers Ju 88. In the photo sharing site where the pics come from (http://www.flickr.com), the funny title was "Love in in the air" (left photo 1024x689, right photo 1046x752)

Splendida immagine di un S. 79 della 258a squadriglia, 109° Gruppo BT dislocato a Castelvetrano, Trapani (1306×875)

A nice picture of a S.79 of the 258th Squadron, 109th Group BT (Land Bombers) based at Castelvetrano, Trapani (1306×875)

Suggestivo controluce di una formazione di Savoia Marchetti S.79 (1306x992)

An evocative photo of a backlighted formation of Savoia Marchettis S.79 (1306x992)

Bella formazione di S.79 della 252a Squadriglia, 104° Gruppo, 46° Stormo BT, costituito sul campo di Pisa San Giusto nel febbraio 1940, in addestramento nel cielo di Pisa (1284x912)

Nice formation of S.79s of the 252nd Squadron, 104th Group, 46th Wing BT,  formed at Pisa's airfield San Giusto on February 1940 in training flight over Pisa (1284x912)

 
 L'AEROSILURANTE   (THE TORPEDO BOMBER)
 

Il SIAI Savoia Marchetti S.79 utilizzato per scopi dimostrativi della versione silurante (1306×881)

The SIAI Savoia Marchetti S.79 exhibited as demonstrator of the torpedo bomber version of the aircraft  (1306×881)

Inservienti caricando il siluro su di un S.79, probabilmente della 278a Squadriglia, 132° Gruppo Aerosiluranti. (1306×877)

Ground crew loading the torpedo on a S.79, probably of the 278th Squadron of the 132nd Torpedo Bombers Group. (1306×877)

S.79 della 67a Squadriglia basato a Gadurrà (Rodi) nel novembre 1940 (1306×920)

Savoia Marchetti S.79 of the 67th Squadron based at Gadurrà, Rhodes island, November 1940 (1306×920)


L'asso degli aerosiluranti Carlo Faggioni si appresta a partire per una missione di siluramento con il suo S.79 - Gadurrà, Rodi 1942 (1024x768)

The torpedo bombers' Ace Carlo Faggioni ready for a mission with his S.79 - Gadurrà, Rhodes island, 1942 (1024x768)

Una formazione di Savoia Marchetti S.79 della 278a Squadriglia, 132° Gruppo Aero Siluranti. Questo si dice "volare basso" (1306×843)

A formation of Savoia Marchetti S.79 of the 278th Squadron, 132° Torpedo Bomber Group. That's what I mean "to fly low" (1306×843)

Una fotografia unica e di grande qualità: un Savoia Marchetti S.79 si prepara all'azione contro un convoglio navale britannico diretto a Malta (1280×890)

A rare and hq picture of a Savoia Marchetti S.79 ready for action against a british convoy directed to Malta (1280×890)


Rara e suggestiva immagine di un S.79 mentre sgancia il suo siluro contro una corazzata inglese. In secondo piano un'altro "Sparviero" si disimpegna dopo l'attacco (1280x900)

Rare and striking picture of a S.79 dropping his torpedo against a British battleship. On the background another S.79 disengaging after the attack (1280x900)

Gli assi della 281a squadriglia aerosiluranti. In piedi da sinistra: il primo è il ten. Giulio Cesare Graziani, il terzo il cap. Carlo Emanuele Buscaglia e l'ultimo il cap. Giuseppe Cimicchi - Gadurra 11 giugno 1941 (1306x870)

The aces of the 281st torpedo bombers Squadron. Standing from left: the first is Lt. Giulio Cesare Graziani, the third is Capt. Carlo Emanuele Buscaglia and the last is Capt Giuseppe Cimicchi - Gadurrà 11 june 1941 (1306x870)

Un aerosilurante Savoia Marchetti S.79 II serie. L'esemplare, sempre con la colorazione mimetica marina, appartiene alla 283^ Squadriglia, 130° Gruppo Autonomo Aerosiluranti (1046x729)

A Savoia Marchetti S.79 Series II. The aircraft, showing the tipical sea camouflage, belongs to the 283rd Squadron, 130th Torpedo Bombers Autonomous Group (1046x729)


Formazione di di S.79 della 253a Sq., 104° Gr. Aerosiluranti, Gadurrà (Rodi) 1943 in volo al largo di Rodi. Notare la livrea mimetica marina sperimentale. (919×636)

A formation of S.79 of the 253rd Squadron, 104th Group torpedo bombers,  Gadurrà (Rhodes) 1943. Note the sperimental sea camouflage pattern. (919×636)

S.79 della 278a Squadriglia, 132° Gruppo Aero Siluranti. . L'eccessivo candore della fascia bianca sulla fusoliera, induceva spesso gli equipaggi a ricorrere al nerofumo per attenuarne la visibilità (922x457)

S.79 of the 278th Squadron, 132° Torpedo Bomber Group. The excessive whiteness of the fuselage band induced often the crews to subdue it with charcoal (922x457)

Interessante immagine delle superfici inferiori di un Savoia Marchetti S.79 e del suo siluro "whitehead Fiume" [2]  (1024x768)

An interesting view of the lower surfaces of a S.79 carrying a "whitehead Fiume" torpedo [2]  (1024x768)

 
 L'AERONAUTICA NAZIONALE REPUBBLICANA   (THE NATIONAL REPUBLICAN AIR FORCE)
 
   

Un Savoia Marchetti S.79 S del Gruppo "Carlo Faggioni" dell' A.N.R, viene approntato per una missione di aerosiluramento. Lonate Pozzolo 1944 (922x615)

A Savoia Marchetti  S.79 S the Group "Carlo Faggioni" of the National Republican Air Force is made ready for a torpedo bombing mission. Lonate Pozzolo airfield 1944 (922x615)

 

 
 
 DETTAGLI   (DETAILS)
 

Postazione difensiva laterale di un S.79 con la Breda SAFAT da 12,7mm.[3]  (1024x693)

The side gunner's station of a S.79 with the Breda SAFAT 12,7mm.[3]  (1024x693)

Postazione del puntatore del Savoia Marchetti  S.79, con la soprannominata"macchina da scrivere" per il rilascio delle bombe[3]  (1046x747)

The bombardier's station of a Savoia Marchetti  S.79, with the bomb releaser nicknamed "the typewriter"[3]  (1046x747)

La Gondola ventrale con le postazioni del puntatore e del mitragliere.[3] (1046x995)

The "gondola" of a Savoia Marchetti S.70 with the gunner's and the bombardier's stations.[3] (1046x995)

 
 I SOPRAVVISSUTI   (PRESERVED AIRCRAFTS)
 
   

Savoia Marchetti S.79 con i colori dell'aereo personale dell'asso degli aerosiluranti, Carlo Emanuele Buscaglia[4], conservato a di Vigna Di Valle presso il museo dell'Aeronautica Militare  (629x790)

A preserved Savoia Marchetti S.79 with the colours of the personal airplane of the Italian Ace of torpedo bombers Carlo Buscaglia[4]. The plane is displayed at the Italian Air Force Museum of Vigna di Valle, Rome (629x790)

   
     
Note Notes

[1] Le immagini sono state messe a disposizione dalla famiglia Riggio e pubblicate su Wikipedia Italia con licenza GNU.

[1] The photos, appeared on Wikipedia Italiy under GNU license and belongs to the private collection of the family Riggio

[2] Alla città di Fiume e all'azienda Whitehead sono intimamente legati all'arma siluro. I massimi artefici dell'origine e del suo sviluppo del furono l'ingegnere britannico Robert Whitehead e l'ufficiale della marina austro-ungarica Johann Blasius Luppis.

[2] The torpedo, the town of  Fiume and the Whitehead factory are closely related. The most important authors of the planning and the development of the torpedo weapon were the British marine engineer Robert Whitehead and the Austro-Hungarian Navy Officer Johann Blasius Luppis.

[3] Fonte Ufficio Storico dell'Aeronautica   www.aeronautica.difesa.it

[3] Source: Historical office of the Italian Air Force    www.aeronautica.difesa.it

[4] Carlo Emanuele Buscaglia (Medaglia d'Oro al Valor Militare) muore la sera del 7 agosto nel tentativo di decollare per un volo di allenamento. Durante il decollo l'aereo imbarda a sinistra e il velivolo si incendia dopo aver toccato terra con l'ala.

[4] Carlo Emanuele Buscaglia (gold medal for valour) died on 7th august 1943 during a training flight. Taking-off, the left wing of his S.M.79 hit the ground and the plane caught fire.

 

 Savoia Marchetti S.M.81 "Pipistrello"  (Bat)

 
   

(aggiornata a HQ) Una bella Formazione di Savoia Marchetti S.M.81 "Pipistrello" in volo sulla verticale dell'Aeroporto T. Dal Molin di Vicenza nel 1940 [6]  (1306×869)

(Upgraded to HQ) A nice formation of Savoia Marchettis S.M.81 "Pipistrello" (Bat) in flight over the T. Dal Molin airport, Vicenza 1940 [6]  (1306×869)

   
 
Note Notes

[6] La fotografia originale di formato 20x15 cm, assieme ad un'altra imagine dello stesso soggetto, appartiene alla collezione privata di www.finn.it/regia/

[6] The original photo, sized 20x15 cm, and another one of the same subject, belongs to the private collection of www.finn.it/regia/

 

 Savoia Marchetti S.M.75 e 82 "Marsupiale"  (Marsupial)

L'S.M.75 fu prodotto dalla SIAI-Marchetti su richiesta dell'Ala Littoria per le rotte transatlantiche, in sostituzione dei suoi S.73s. L'aereo entrò in servizio commerciale nel 1938 e venne impiegato sia sulle rotte europee che verso il Sud America come pure la rotta Roma-Addis Abeba, aperta dopo la conquista italiana dell'Abissinia. In questo periodo, l'aereo stabilì numerosi primati, sia di velocità su lunga distanza con carico che su circuito chiuso. Un allestimento speciale del SM.75 venne allestito per i record mondiali di durata, record che venne stabilito nel 1939 quando coprì la distanza di 12.000 Km. La Regia Aeronautica si mostrò subito ,molto interessata all'aereo e ne chiese una versione militare (senza finestrini e con un'area rinforzata per l'eventuale installazione di un torretta dorsale). Su questa versione furono montati i motori Alfa Romeo 128 RC.34 da 860cv.

L'SM.82 "Marsupiale" fu sviluppato come trasporto miilitare e bombardiere pesante dal precedente aereo da trasporto civile SM.75. Pur avendo la stessa conformazione dell'SM.75, il "Marsupiale" era di dimensioni maggiori. Il velivolo venne sviluppato rapidamente ed il prototipo volò per la prima volta nel 1939. Benchè poco potente e lento, era capace di trasportare un notevole carico e, con alcune modifiche, anche tre carri leggeri L.3 e un Fiat CR.42 smontato. Aveva quindi una notevole capacità di trasporto, sia di merci che di uomini; vi trovavano spazio fino a 40 uomini con il loro equipaggiamento. Le consegne alla Regia Aeronautica iniziarono nel 1940. Tuttavia, i ritmi di produzione del velivolo furono decisamente lenti e solo un centinaio di aerei venne consegnato nel 1940 e altri 100 nel 1941 per cui all'inizio del conflitto non si riuscì mai a far entrare in servizio un numero sufficiente di aerei. Nel corso del 1942 si riusci a raddoppiare la produzione e i le macchine consegnate furono 200 per raggiungere infine il numero di 300 nel 1944, quando la fabbrica era controllata dai tedeschi.

The SM.75 was designed on Ala Littoria's request for an aircraft for the transatlantic flights as replacement for their S.73s. The aircraft entered commercial service in 1938, and was employed on services both within Europe and to South America as well as the Rome-Addis Ababa route established after the Italian invasion of Abyssinia. It established a number of records for speed-over-distance-with-payload and closed-circuit distance. One SM.75 was prepared to set endurance world-records; succeeding in 1939 when it covered around 12,000 km (7,456 mi). The Regia Aeronautica showed solid interest in the type resulting in the development of a militarized version. This lacked windows in the passenger cabin but was fitted with a reinforced panel to permit the installation of a dorsal gun turret; it was powered by three Alfa Romeo 128 RC.21 engines.

The SM.82 Marsupiale was developed from the earlier SM.75 Marsupiale civil transport as a heavy bomber and military transport. Although having the same configuration of the SM.75, the SM.82 was larger. The aircraft was quickly developed and the prototype first flew in 1939. Although underpowered and slow, it was capable of carrying heavy loads, including the L3 light tank and a complete disassembled CR.42 fighter (these loads demanded special modifications, though). It had both cargo and troop transport capability, with room up to 40 men and their equipment. Deliveries to the Regia Aeronautica began in 1940. However, production rates were slow, with only 100 aircraft delivered in 1940, and another 100 in 1941, so that there were never enough of these aircraft in service. By 1942 production doubled to 200 a year, while in 1944, when the factory was controlled by the Germans, almost 300 aircrafts were produced.

 

Un Savoia Marchetti SM.75, ancora con i finestrini delle versioni civili, in attesa di imbarcare un reparto di Alpini (1306×826)

A Savoia Marchetti SM.75, still with passenger windows, waiting to take on board an "Alpini" unit (1306×826)

Savoia Marchetti SM. 82 "Marsupiale" della 604a Squadriglia da Trasporto, Libia 1941  (1046×623)

Savoia Marchetti SM. 82 "Marsupiale" (marsupial) of 604th Transport Squadron, Lybia 1941  (1046×623)

Un reparto di fanteria si imbarca su di un Savoia Marchetti SM.82 "Marsupiale" della 216a Squadriglia  (1306×843)

An infantry unit boarding on a Savoia Marchetti SM.82 "Marsupial" of the 216th Squadron (1306×843)


Savoia Marchetti SM.82 "Marsupiale" durante un lancio di paracadutisti  (1024x698)

Savoia Marchetti SM.82 durinq a paratroopers drop (1024x698)

Savoia Marchetti SM.82 "Marsupiale". L'immagine proviene dall'archivio fotografico dell'Aeronautica Militare Italiana (922×684)

Savoia Marchetti SM.82 "Marsupiale" - Source: Photo Archieve of the Italian Air Force (922×684)

www.aeronautica.difesa.it

Vista laterale dello stesso velivolo dell'immagine precedente. Archivio fotografico dell'Aeronautica Militare Italiana (1306×879)

Another view of the same aircreaft of the previous photo. Photo Archieve of the Italian Air Force (1306×879)

 

 Savoia Marchetti S.M.84

   

Il Savoia Marchetti SM.84 in versione aerosilurante. Pur avendo delle migliori caratteristiche generali, non riuscì mai ad eguagliare l' S.79 "Sparviero" che avrebbe dovuto sostituire  (864×622)

The Savoia Marchetti SM.84 in torpedo bomber version. Although better general performances, the SM.84 never achieved the success of the S.79 "Sparviero"  (864×622)

   
 

Fiat G. 12

Il Fiat G.12 fu un aereo interamente metallico per il trasporto truppe. Era dotato di tre motori radiali tripala montati, come per tutti i trimotori italiani, uno su muso e due nelle rispettive gondole alari. Il carrello era retrattile nelle gondole alari, mentre il ruotino di coda era fisso. Il G.12 era stato stato progettato per uso civile ma venne utilizzato nel ruolo di velivolo militare da trasporto truppe per tutta la durata del secondo conflitto mondiale. Di questo aereo ne vennero costruiti solo pochi esemplari, gli ultimi dei quali alla fine del 1944. Il G.12 ispirò il postbellico G.212 "L'aula volante", l'ultimo dei trimotore italiani.

The Fiat G.12 was an all-metal low-cantilever-wing personnel transport aircraft. It had three radial engines, one mounted on the fuselage nose and the other two in wing-mounted nacelles. The engines drove three-blade feathering metal propellers. The mainwheels of its landing gear retracted into the nacelles; the tailwheel was fixed.  The G.12 was designed as a civil aircraft, but served mainly in military roles during the War. Only a limited number were built, some as late as 1944, after the Italian armistice. The G.12 inspired the postwar Fiat G.212 "Flying Classroom", the last Italian three-engined transporter.

Il Fiat G.12 MM.60651 della 605a Squadriglia 148° Gruppo mostra i segni della caccia nemici. Aeroporto di Sciacca 1943.  (1306×810)

The Fiat G.12 SN.60651 of the 605th Squadron, 148th Group showing the signs of the enemy fighters, Sciacca airport 1943. (1306×810)

Altra bella fotografia a colori di un Fiat G.12  a Sciecca (1280x 893)

Another nice color picture of a Fiat G.12 at Sciacca(1280x 893)

L'aereo da trasporto Fiat G.12 (869x564)

The transport aircraft Fiat G.12 (869x564)

 Cant Z 1007 "Alcione"  (The alcione is a good omen bird supposed to nest when the sea is calm)

 

Il Cant Z.1007 venne sviluppato dall'idrovolante Cant Z.506, disegnato da Filippo Zapata, il padre di molti aerei ad alte prestazioni aerodinamiche. Lo Z.506 fu un aereo eccellente che aveva stabilito molti records mondiali verso la fine degli anni 30. Lo Z.1007 ne rappresentò la versione terrestre che incorporava molti miglioramenti, specialmente per quanto riguardava l'impianto motore. Si rivelò migliore di molti altri velivoli già in servizio nella Regia Aeronautica che ne ordinò una prima serie di 32 aerei denominata Z.1007 "Asso" per il suo motore in linea Isotta-Fraschini da 830 hp.
I motori asso avevano radiatori anulari per cui il loro profilo assomigliava molto a quello dei motori stellari che, in seguito, sarebbero stati installati. Il primo prototipo dell'aereo volò nel marzo del 1937 ma, nonostante i suoi 430 Km/h, richiese dei miglioramenti nelle prestazioni, specie se paragonato al Savoia Marchetti S.79 "Sparviero". I miglioramenti arrivarono con l'installazione dei motori Piaggio P.XI da 750 Hp ed il Cant Z.1007bis entrò in produzione di serie nel 1939, dimostrandosi superio in ogni senso a tutti i precedenti bombardieri italiani.

The Cant Z.1007 was developed from the Cant Z.506 seaplane, an aircraft that had established many world records in the late 1930s. It was a land-based version and incorporated many improvements, especially on the powerplant. Filippo Zapata, the father of many aerodynamically streamlined aircraft, designed the Z.506. As a land-based bomber, it was better than other machines already in service with the Regia Aeronautica and therefore, a first series of 32 were ordered, and designated Z.1007 Asso, after its 619 kW (830 hp) Isotta-Fraschini Asso inline engines.
The Asso engines had annular radiators so their profile was similar to radial engines that would be fitted later. The first prototype flew in March 1937, but lacked an improvement in performance compared to the Savoia-Marchetti S.79 "Sparviero", even with 430 km/h (270 mph). Improvements were made with Piaggio P.XI engines, capable of 750 kW (1,000 hp) and the Z.1007bis went into production in 1939 displaying more capability than all previous Italian bombers.
Info from: http://en.wikipedia.org/wiki/CANT_Z.1007

 

Cant Z.1007 Bis Serie XI "Alcione" della 230a Squadriglia, 95° Gruppo, 35° Stormo in volo sul cielo di Brindisi diretti in Grecia. Inizio 1941 (1024x721)

CantZ 1007 Bis Series XI "Alcione" of the 230th Squadron, 95th Group, 35th Wing in flight from Brindisi to the Greek front, early 1941 (1024x721)

Ancora alcuni Cant Z.1007 Bis Serie XI della 230a Squadriglia in volo sulle campagne dell'Italia meridionale (1306×897)

More CantZs 1007 Bis Series XI of the 230th Squadron in flight over southern Italy's countryside (1306×897)

Cant Z.1007 bis "Alcione" bideriva della 191a Squadriglia, 86° Gruppo, 35° Stormo B.T. decollati da Brindisi per una missione di bombardamento nell'entroterra Greco. (1024x713)

Cant Z.1007 bis "Alcione" twin tail of the 191st Squadrion, 86th Group, 35th Wing B.T. (land bombers) started from Brindisi for a bombing mission over the Grecian hinterland (1024x713)


Cant Z.1007  "Alcione" della 210a Squadriglia (1306x824)

Cant Z.1007  "Alcione" of the 210th Squadron (1306x824)

Rodi: operazioni di manutenzione dei motori di un CantZ 1007 Bis Serie XI della 204a Squadrglia (1306×788)

Rhodes: servicing the engines of a CantZ 1007 Bis Series XI of the 204th Squadron (1306×788)

Un Cant Z 1007bis della 210a Squadriglia, 50° Gruppo, 16° Stormo (1306×802) 

A Cant Z 1007bis "Alcione" of the 210th Squadron, 50th Group, 16th Wing (1306×802) 


Due Cant Z 1007 "Alcione" della 190a Squadriglia (1306×849) 

A couple of Cant Z 1007bis "Alcione" of the 190th Squadron (1306×849) 

Schieramento dei Cant Z.1007 bis della 59a Squadriglia, Viterbo 1941 (1046x690) 

Cant Z.1007 bis of the 59th Squadriglia lined-up at the Viterbo airport 1941 (1046x690) 

Cant Z 1007 bis serie VI dell' 8a Squadriglia, 25° Gruppo. Campo di aviazione di Sciacca (1306×842)

Cant Z 1007 bis, series VI of the 8th Squadron, 25th Group. Sciacca airfield (1306×842)


Cant Z 1007 Bis della 263a Squadriglia, 107° Gruppo, 47° Stormo. Lo schema mimetico era stato modificato per operazioni notturne (1306×832)

Cant Z 1007 Bis of the 263rd Squadron, 107th Group, 47th Stormo (Wing).  The camouflage pattern had been modified for night missions (1306×832)

Rifornimento di un Cant Z.1007 bis serie XI della 261a Squadriglia, 106° Gruppo, 47° Stormo. Taranto Grottaglie, 1943 (1046x790)

Refueling a Cant Z.1007 bis serie XI of the 261st Squadriglia, 106th Gruppo, 17th Stormo. Taranto-Grottaglie 1943 (1046x790)

La postazione difensiva laterale di un Cant Z 1007 con la Scotti 7,7mm. [3]  (1024x705)

The side defensive tation of a Cant Z.1007 with the Scotti 7,7mm. [3]  (1024x705)

 

 Cant Z 506 "Airone"   (Heron)

Il CANT Z.506B originariamente, nei primi mesi di guerra, venne utilizzato come aerosilurante oltre che come aereo da ricognizione. Tuttavia l'impiego come silurante venne rivisto a causa della vulnerabilità contro gli aerei da caccia. Successivamente venne utilizzato principalmente come pattugliatore marittimo e aereo da salvataggio in mare. Venne anche prodotta una versione speciale da soccorso marino, lo Z.506S (Soccorso), utilizzata in un certo numero di esemplari, nel corso del secondo conflitto mondiale, anche dalla Luftwaffe. Dopo l' 8 settembre, gli aerei sopravvissuti prestarono servizio con l'Aviazione Cobelligerante. Lo Z.506 restò in servizio fino al 1959.

The CANT Z.506B was originally used as a torpedo/reconnaissance bomber early in the war, but was pressed into other duties, because of its vulnerability against fighter aircraft. Later in the war, it was used in mostly maritime patrol and air-sea rescue missions. A special air-sea rescue version, the Z.506S Soccorso, was produced; with small numbers being flown by the Luftwaffe. Surviving aircraft served with the Italian Co-Belligerent Air Force after Italy's surrender in 1943 and some examples survived in postwar service until 1959.

Cant Z. 506 "Airone" del Soccorso nell'Egeo (916x549)

Cant Z. 506 "Airone" of the sea rescue, Aegean Islands (916x549)

Cant Z 506, sullo sfondo un Dornier Do 24 T1 (922x491)

Cant Z 506, with a Dornier Do 24T1 on the background (922x491)

Cant Z. 506 "Airone" della 146a Squadriglia Ricognizione Marittima (900x571)

Cant Z. 506 "Airone" of the 146th Sea Recognition Squadron  (900x571)


 

Cant Z. 506 "Airone" In volo al largo delle coste della Sicilia, 1943 (1222x867)

Cant Z 506 "Airone" in flight near the Sicilian seashore on 1943 (1222x867)

Un Cant Z 506 S (soccorso) viene messo in acqua. Porto di Napoli , estate del 1943  (1306×909)

Setting at sea a Cant Z 506 S (rescue). Napoli's port, Spring 1943 (1306×909)

 

 Trimotori Caproni

   

Caproni Ca.133 catturato dagli inglesi in Nordafrica operante con una unità FAA - Fleet Air Army (1306×908)

Captured Caroni Ca.133 captured in North Africa operated by FAA unit (1306×908)

 
 
 
 

 Falsi, elaborazioni (Fakes)

 
   

Foto colorata del Caproni Ca.133 catturato dagli inglesi in Nordafrica operante con una unità FAA - Fleet Air Army (1306×908)

Coloured picture of the Caproni Ca.133 captured by the Allieds in North Africa operated by FAA unit (1306×908)

 
 
 
 

presto ancora immagini ....
soon more pictures ....