LA PRIMA GUERRA MONDIALE - GLI UOMINI E LE MACCHINE

 

-

             
-              
 

-

 L'Aviazione Italiana nella Prima Guerra Mondiale  - Italian Air Forces in the  First World War

Quando l'Italia entrò in guerra, un anno dopo l’inizio delle ostilità, l’aviazione italiana era in condizioni di netta inferiorità rispetto quelle degli avversari e degli altri belligeranti. Il materiale che equipaggiava le squadriglie caccia, quasi interamente di fabbricazione francese, era per lo più obsoleto. L‘industria italiana non aveva ancora prodotto macchine competitive e, per buona parte del conflitto, si continuò ad utilizzare materiale proveniente principalmente dalla Francia, quali i Neuport, gli Hanriot, gli Spad o aerei costruiti su licenza. Facevano eccezione i settori degli aerei da combattimento marittimi con i Macchi della serie L e M ed i bombardieri, con gli ottimi Caproni della serie "3".  Questi aerei furono tra i primi bombardieri al mondo ad essere sviluppati ed impiegati per questo specifico compito. Infatti la loro prima missione di guerra ebbe luogo il 20 agosto 1915 con un bombardamento sul campo di aviazione austriaco di Aisovizza.  Nel 1916 l’industria nazionale, sotto l’impulso della necessità, era riuscita a produrre 1.225 aerei. I reparti in linea erano composti da 49 squadriglie ripartite in 13 da bombardamento, 22 da ricognizione, 9 da caccia e 5 per la difesa di zone importanti e strategiche.  Solo nel 1918 i veivoli di progettazione italiana cominciarono ad essere messi in linea ma il loro contributo fu minimo. Sempre nel 1918, la caccia italiana venne impiegata seguendo criteri di assoluta novità nella guerra aerea. Gli aerei andarono all’attacco con formazioni massicce impegnandosi in combattimenti duri, contribuendo ad eliminare definitivamente dai cieli la minaccia austriaca.  Alla fine della guerra la forza aeronautica dell’esercito era composto da 84 squadriglie, 5 dirigibili e 4 sezioni speciali, mentre l’aviazione della marina aveva 44 squadriglie di idrovolanti e 15 dirigibili.

When Italy entered the war, a year after the start of hostilities, the Italian Air Forces were in an inferiority state compared to the enemy's and the other belligerents forces. The material supplied to the fighter squadrons, almost entirely of French manufacture, was mostly obsolete. Italian industry was not capable to produce competitive machines yet and for the most part of the conflict continued using airplanes especially delivered by France, such as Neuport, Hanriot, Spad or under French license built aircrafts. All that with the exception of some sectors such as the fighter float planes Macchi "L" and "M" series and the bombers, with the excellent Caproni "3" series . These aircraft were among the first bombers in the world to be developed and used for this specific purpose. In fact, their first war mission took place on 20 August 1915 when the Austrian airfield at Aisovizza was bombed.  In 1916 the domestic industry, in state of necessity, was able to produce 1,225 aircrafts. The front units were composed by 49 squadrons (13 bombing, 22 reconnaissance, 9 fighter and 5  for strategic defence). Only in 1918 the Italian designed airplanes began to be lined up but their contribution was minimal. Till the last year of the war, in 1918, in Italy the fighters were  used as an absolute novelty in the air war, the aircrafts were launched on offensive in massive formations engaging hard fights, helping to eliminate progressively from the skies the threat of the Austro-Hungarian aviation. At the end of the war the Italian Air Force was composed by 84 squadrons, 5 airships and 4 special sessions, while the Italian Navy lined up 44 seaplanes squadrons and 15 airships.

 Francesco Baracca (1888-1918)

Profilo del Nieuport Ni.17 http://mars.ark.com/~mdf/ 

 

 

Scheda delle vittorie  di Baracca  >>

Baracca's victories data sheet  >>

Francesco Baracca nasce a Lugo di Romagna il 9 maggio del 1888. Fin dall'adolescenza rivela un carattere forte e coraggioso nonostante sia buono di indole. Decide presto di intraprendere la carriera militare e, nell'ottobre del 1907, viene ammesso alla Scuola Militare di Modena come allievo di Cavalleri

Terminato il corso a Modena, risultando fra i primi, viene assegnato al Reggimento Piemonte Reale. Durante la guerra di Libia, dove per la prima volta vengono impiegati militarmente gli aerei, chiede di essere ammesso al corso di pilotaggio. La sua domanda viene accettata e parte per la Scuola di Pilotaggio di Reims, in Francia. Nel luglio del 1912 Consegue il brevetto di pilota.  Dopo lo scoppio delle ostilità fra Italia e Austria, raggiunge nell'agosto del 1915  il fronte e viene inquadrato nella 70a Squadriglia.  La sua brillantissima carriera sarebbe però iniziata soltanto molti mesi dopo, con la prima vittoria aerea, nell'aprile del 1916.

Nella primavera del 1917, viene assegnato alla neo costituita 91a Squadriglia, denominata in seguito  "La Squadriglia degli Assi"(1) e di cui sarebbe stato anche nominato comandante. Il suo coraggio e la sua abilità gli valgono innumerevoli Decorazioni e, alla 30a vittoria, viene proposto per la Medaglia d'Oro al valor militare(2).  Il 16 giugno del 1918, durante la grande Battaglia del Piave, abbatte gli ultimi due velivoli nemici. Tre giorni dopo, la sera del 19 giugno, la vita di Francesco Baracca si conclude tragicamente sulle pendici del Montello, sembrerebbe colpito da terra, mentre  mitraglia le postazioni austro-ungariche in appoggio alla nostra fanteria.

Baracca was born on 9th May 1888 in Lugo di Romagna. Entered the Military School of Modena in October 1907 and in the time-frame of a year he reached the officer rank in the "Piemonte Reale Cavalleria" (Royal Piedmont Cavalry). On April 1912 Baracca joined the flight school in Reims and begun training on Bleriot planes.  He spent the immediate pre-war months  in teaching as instructor (The first two years of WWI Italy was neutral). When Italy too entered the war, his first victory came a year later, on 7 April 1916, when he successfully brought down an Austro-Hungarian Hansa-Brandenburg C.I over Medeuzza.  On spring 1917 he was assigned to the 91st Squadriglia (The Aces Squadron)(1). Having established himself as an accredited ace Baracca, he painted as personal insignia a black prancing  horse on the fuselage of his aircraft. After the war, Baracca's mother gave the painting as a good-luck gift to Enzo Ferrari who used this badge on his legendary cars since 1923. Having shot down his last enemy airplane on 16th June 1918, his career and life ended three days later when, leading a ground attack mission during the Great Solstice Battle at the Piave River,  he was shot down by rifle-fire.  His body was found a few days after the crash. A bullet hole was discovered in his head and the ordnance gun still hold in the hand. As reported by a letter  sent to the mother, Baracca was very feared by fire so, (this is only an hypothesis) he chosed the suicide rather than burn alive in his plane (two incendiary-bullets holes where also founded on the fuel tank of his Spad). At his 30th victory Baracca was awarded with the prestigious Gold Medal Military Valour(2).

Profilo dello Spad VII http://www.aspeterpan.com

 


In una delle sue prime foto, Francesco Baracca posa a fianco del suo Nieuport-Macchi 11. Con questo tipo di aereo Baracca conseguì la maggior parte delle sue 34 vittorie. (1024x712)

An early photo where Francesco Baracca poses with his Nieuport-Macchi 11.  In this plane Baracca achieved the most part of his 34 victories (1024x712)

Un bel ritratto dell' "Asso degli Assi" (697x1024)

A nice portrait of the "Ace of the Aces"  (697x1024)

Una delle primissime vittorie, un velivolo descritto come Aviatik, abbattuto nei cieli del Friuli nel corso del 1916.  (1024x601)

One of the very first victories, an airplane descibed as "Aviatik", shot down in Friuli during the 1916  (1024x601)


Il bombardiere Gotha G-IV abbattuto dalla contraerea ad Asolo il 29 luglio 1918 (1024X709)

The bomber Gotha G-IV shot down by the antiaircraft artillery over Asolo on 29 July 1918 (1024X709)

 

Francesco Baracca nell'abitacolo del suo Nieuport-Macchi 11 prima del decollo per una nuova missione (1041x1306)

Francesco Baracca in the cockpit of his Nieuport-Macchi 11 before a take-off for another mission(1041x1306)

Francesco Baracca nell'abitacolo di un Nieuport 17. La  fotografia è stata ripresa durante una sua visita a Varese (1022x1022)

Francesco Baracca in the cockpit of a Nieuport Ni.17. The photo was taken during a visit at the Varese airfield (1022x1022)


 Altro bel ritratto di Francesco Baracca (537x768)

 Another beautiful portrait of Francesco Baracca (537x768)  

 

Il Nieuport Ni. 17 di Francesco Baracca appena rientrato da una missione. Si intrevvede il cavallino rampante[3][4]. Primavera del 1917 (1046x729)

Francesco Baracca's Nieuport Ni. 17 just returned from a mission. A bit of the "prancing horse" is showed[3][4] Spring 1917 (1046x729)

Altri Nieuport Ni.17 della 91a "Squadriglia degli Assi"[3]. L'aereo in primo piano è l'aereo di Poli (stella blu), il secondo è quello di Fulco Ruffo di Calabria (teschio nero) e l'ultimo quello di Francesco Baracca (cavalino rampante) [3] (1024x768)

More Nieuports Ni.17 of the 91st "Squadriglia degli Assi"(Aces Squadron). The first is Poli's plane (blue star), the second is Fulco Ruffo's (black skull with crossed bones) and the last is Baracca's (black horse)  (1024x768)


 La 91ª Squadriglia. da sinistra: serg. Mario D'Urso,  serg. Gaetano Aliperta, ten. Gastone Novelli, ten. Cesare Magistrini, cap. Bartolomeo Costantini, cap. Fulco Ruffo di Calabria, col. Pier Ruggero Piccio, ten. Guido Keller, magg. Francesco Baracca, ten. Ferruccio Ranza, ten. Mario De Bernardi, ten. Adriano Bacula, serg. Guido Nardini, sott. Eduardo Olivero (1046x724)

Gli Spad della 91a Squadriglia schierati sul campo di aviazione di Quinto di Treviso dove il reparto si trasferì l' 11 Marzo del 1018. Pochi mesi dopo, nel corso della grande Battaglia del Solstizio, Baracca sarebbe andato all' appuntamento con il proprio destino (1046x686)

The airplanes of the 91st Squadron lined-up at the airfield of Quinto di Treviso, where the unit was sent on 11th March 1918. A few months later, during the great Battle of the "Solstice" the fate claimed Baracca's life (1046x686)

 

Piloti e avieri della 91ª Squadriglia con i loro Spad VII con l'emblema del reparto, il Grifo Alato. Il pilota a destra è Francesco Baracca (1024x768)

Pilots and Airmen of the 91st Squadriglia with their Spads VII showing the badge of the unit, the Winged Griffing. The pilot sitting at right is Francesco Baracca (1024x768)

Pilots of the 91st Squadriglia. From left: Sgt. Mario D'Urso,  Sgt. Gaetano Aliperta, Lt. Gastone Novelli, Lt. Cesare Magistrini, Capt. Bartolomeo Costantini, Capt. Fulco Ruffo di Calabria, Col. Pier Ruggero Piccio, Lt. Guido Keller, Maj. Francesco Baracca, Lt. Ferruccio Ranza, Lt. Mario De Bernardi, Lt. Adriano Bacula, Sgt. Guido Nardini, 2ndLt. Eduardo Olivero. (1046x724)


Baracca posa con la sua 34a e ultima vittoria. Il 15 Giugno 1918, Baracca e Aliperta costrinsero all'atterraggio presso San Biagio di Callalta (TV) l'Albatros D.III del Tenente Sigismund von Josipovich  (1024X833)

Baracca posa elegantemente a fianco del suo Spad VII con l'emblema del "Cavallino Rampante"[4]. Queste sono sicuramente le più belle e conosciute immagini dell'asso italiano. (sinistra 1280x864, destra 1024x732)

Baracca poses elegantly behind his Spad VII with the personal insignia, a black "prancing horse"[4]. Theese are probably the most beautiful and well-known pictures of the Italian Ace  (left 1280x864, right 1024x732)

Baracca poses beside his 34th and last victory. On 15 June 1918 Baracca and Aliperta forced down at San Biagio di Callalta the Albatross D III  flown by Lieutenant Sigismund von Josipovich (1024X833)


 

L'Hansa Brandemburg CI 27-59 costretto a terra in territorio Italiano. Questo velivolo era di costruzione Phönix Flugzeugwerke con motore da 185hp Austro Daimlers. L'ufficiale che parla con il pilota dell'aereo avversario sembra, dalla postura, Francesco Baracca. Qualcuno ne sa qualcosa ?? (1306×768)

The Hansa Brandemburg CI 27-59 forced down in italian territory. This aircraft was manifactured by Phönix Flugzeugwerke and was powered by a 140 kW (185hp) Austro Daimlers motor. The officer talking with the adversary pilot seems to be Francesco Baracca. Who can tell me something about this photo ?? (1306×768)

Nel museo in memoria di Francesco Baracca a Lugo di Romagna fa bella mostra di sè uno Spad VII restaurato con le insegne del 91a Squadriglia di Baracca. Sul lato sinistro del velivolo è dipinto il noto "Cavallino Rampante". (1024x732)

Francesco Baracca's memorial museum at Lugo di Romagna exhibits a restored SPAD VII  with Baracca's and the 91st Squadron's insignias - The opposite side of the plane shows Baracca's black horse (1024X768)

 

Il monumento alla memoria di Francesco Baracca. Montello, Comune di Nervesa della Battaglia, Treviso (768x1024)

La lapide posta all'interno del monumento ricorda il luogo dove cadde Francesco Baracca il 19 Giugno del 1918 (1046x683)

Lo stemma della Ferrari [4] con il "Cavallino Rampante" di Francesco Baracca (1026×770)

Francesco Baracca's Memorial at the Montello hill, Nervesa della Battaglia, Treviso (768x1024)

The engraved tablet inside the memorial remembering the place where Francesco Baracca crashed on 19 June 1918 (1046x683)

Ferrari's Racing Team emblem with Francesco Baracca's prancing horse, the "Cavallino Rampante" (1026×770)

NOTE

NOTES

[1] Oltre a Baracca (34 vittorie), facevano parte della 91ª  altri grandi Assi, quali Fulco Ruffo di Calabria (20 vittorie), Ferruccio Ranza (17 vittorie), Luigi Olivari (12 vittorie), Gastone Novelli (8 vittorie), Cesare Magistrini, Bortolo Costantini e Guido Nardini (con 6 vittorie ciascuno).

[1] Besides Baracca (34 victories), belonged the 91st Squadron other great aces like Fulco Ruffo di Calabria (20 victories), Ferruccio Ranza (17 victories), Luigi Olivari (12 victories), Gastone Novelli (8 victories), Cesare Magistrini, Bortolo Costantini e Guido Nardini (with 6 victories each).

[2] Motivo del conferimento della medaglia d'oro al valor militare a Francesco Baracca : «Primo pilota da caccia in Italia, campione indiscusso di abilità e di coraggio, sublime affermazione delle virtù italiane di slancio e di audacia, temprato in sessantatré combattimenti, ha già abbattuto trenta velivoli nemici, undici dei quali durante le più recenti operazioni. Negli ultimi scontri, tornò due volte col proprio apparecchio colpito e danneggiato da proiettili di mitragliatrici.»  -  Cielo dell’Isonzo, della Carnia, del Friuli, del Veneto e degli Altipiani, 25 novembre 1916, 11 febbraio, 22, 25, 26 ottobre, 6, 7, 15, 23 novembre, 7 dicembre 1917

 

[3] Fonte: Archivio Aeronautica Militare Italiana  http://www.aeronautica.difesa.it/

[3] Source: Italian Air Force archive http://www.aeronautica.difesa.it/

[4] Alcuni anni dopo la fine della Grande Guerra, nel 1923, la madre di Francesco Baracca, la Contessa Paolina, donò ad Enzo Ferrari l'emblema del cavallino rampante come portafortuna. Lo stemma  contraddistinse prima le macchine della scuderia corse dell' Alfa Romeo fondata da Enzo Ferrari, quindi le vetture della ditta fondata sempre da Ferrari dopo la seconda guerra mondiale. Una curiosità: nella seconda metà degli anni '50 un cavallino rampante identico venne utilizzato anche dalla Ducati per  le proprie moto. Questo si spiega, probabilmente, con il fatto che l'allora progettista della Ducati era Fabio Taglioni nato anche lui, come l'asso italiano, a Lugo di Romagna.

[4] In 1923, a few years after the end of the First World War, Francesco Baracca's mother, the Countess Paolina, donated to Enzo Ferrari the emblem of the prancing horse as a good luck charm. first, the emblem characterized Enzo Ferrari's Alfa Romeo Racing Team, then, the legendary cars manufactured by the company grounded by Ferrari after the end of the Second World War in 1947. A curiosity: in the second half of the'50s a prancing horse was depicted on Ducati's bikes. Probably, the reason is that the Ducati's designer Fabio Taglioni was born in Lugo di Romagna, like the Italian Ace.

Fonti: www.aeronautica.difesa.it/ - http://www.aeroclubfirenze.it/ - Col.Pil. Roberto Sardo - Col.Carlo Paciaroni

 Fulco Ruffo di Calabria (1884-1946)

Profilo del Nieuport Ni.17 http://mars.ark.com/~mdf/ 

 

 

Scheda delle vittorie  di Fulco  >>

Fulco's victories data sheet  >>

Fulco Ruffo di Calabria nasce a Napoli il 12 agosto 1884 da una nobile famiglia. Il 22 novembre 1904 si arruola come volontario nell'11° reggimento cavalleria leggera "Foggia", nella scuola ufficiali di complemento; caporale nel maggio 1905, sergente a novembre, nel febbraio del 1906 viene nominato sottotenente. Parte quindi per l'Africa per conto di una compagnia di spedizioni di Anversa, rientrando in Italia solo nel 1914, quando nel dicembre del 1914 viene assegnato al Battaglione Aviatori. Consegue il brevetto di pilota nel settembre del 1915 e viene assegnato alla 4a Squadriglia di artiglieria, poi 44a. Nel gennaio del 1916 viene assegnato alla 2a Squadriglia, poi 42a, guadagnando una medaglia di bronzo al valor militare. Adotta in questo periodo come insegne personali un teschio con due ossa incrociate. Nel maggio del 1916 viene inviato a Cascina Costa per la conversione su Nieuport nel giugno del 1916 viene assegnato alla 70a Squadriglia: nell'agosto dello stesso anno ottiene due vittorie che gli portano una medaglia d'argento ed una di bronzo al valor militare.

Nel marzo del 1917 diviene tenente in servizio permanente e nel maggio successivo entra nella 91a Squadriglia, che era comandata da Francesco Baracca, guadagnando una medaglia d'argento ed una di bronzo al valor militare. Nel maggio del 1918 viene decorato di medaglia d'oro al valor militare[5]. Assunto il comando di squadriglia dopo la morte di Baracca, lo lascia dopo poco per motivi di salute. Nell'ottobre del 1918 assume il comando del 10° Gruppo, ma già il 29 del mese stesso viene abbattuto vicino Marano. Ha effettuato 53 combattimenti e gli sono stato state riconosciute venti vittorie. Ritiratosi nel 1925 nella sua tenuta di Paliano (FR), è morto a Ronchi di Apuania il 23 agosto 1946. Fulco Ruffo di Calabria è padre dell'attuale Regia del Belgio Fabiola. Fonte: Portale dell'Aeronautica Militare  http://www.aeronautica.difesa.it/

Fulco Ruffo di Calabria, son of Beniamino Tristano Ruffo di Calabria and Laura Mosselmann du Chenoy, a Belgian noblewoman, was born on 12 August 1884 in Napoli.  Joined the 11th Foggia Light Cavalry Regiment when aged 20 and went on to serve in Africa.  In 1914 he transferred to the Italian Air Service. Fulco's inaugural victory as a fighter pilot came on 23 August 1916 when he brought down an Austrian observation balloon over the Tolmino in conjunction with fellow pilots Baracca and Olivari. With the former of these he established 91a Squadriglia, the renowned 'Squadron of Aces', assuming command of the squadron with Baracca's death in June 1918.  In recognition of his aerial talents - flying Nieuport 11, Nieuport 17 and SPAD S.VII aircraft - Di Calabria was awarded the prestigious Gold Medal Military Valour. After reaching 20 'kills' from 53 aerial combats di Calabria relinquished command of 91a Squadriglia after suffering a nervous breakdown.  Deemed recovered he was handed command of 10th Gruppo on 23 October 1918 but was shot down by artillery fire within a week near Marano, bringing his war to a close. Fulco Ruffo Di Calabria died on 23 August 1946 in Ronchi de Apuania aged 62. By virtue of her marriage to Prince Albert in 1959, Ruffo di Calabria's daughter Paola became Queen of Belgium 1993

Profilo dello Spad VII http://www.modellismopiu.it/

 


Fulco Ruffo di Calabria con lo stemma che ha contraddistinto i velivoli del grande asso italiano. Questa è la prima versione del disegno, dipinto sulla fiancata del suo Nieuport Ni.17 [6] (1056x676)

Fulco Ruffo's personal insignia. His planes had a black skull with crossed bones painted on the fuselage. This is the first version, painted on his Nieuport Ni.17 (1056x676)

[6] L'asso (al centro) con alcuni dei mitici piloti della "Squadriglia degli Assi". Da sinistra: Gastone Novelli (8 vittorie), Ferruccio Ranza (17), Fulco Ruffo di Calabria (20), Bartolomeo Costantini (6) e Francesco Baracca (34). (1024x708)

[6]  The Ace (centre) with other legendary pilots of "The Aces Squadron". From left: Gastone Novelli (8 victories), Ferruccio Ranza (17), Fulco Ruffo di Calabria (20), Bartolomeo Costantini and Francesco Baracca (34). (1024x708)

Fulco mentre sale sul suo Nieuport Ni.17 per una missione [6] (1023x706)

Fulco climbing in his Nieuport Ni.17 for a mission (1023x706)


Bella immagine di Fulco Ruffo di Calabria mentre osserva il motore del suo Spad. Spesso i piloti, per garantire un migliore raffreddamento, sembra, volassero senza pannelli e capottatura del motore (822x1046)

L'asso italiano (al centro con il cappello) posa con alcuni piloti della 91a Squadriglia davanti al suo Spad XIII. Tre delle sue 20 vittorie furono conseguite sullo Spad XIII (1046x663)

Fulco Ruffo di Calabria con lo Spad VII. Le insegne sono le stesse del velivolo conservato al Museo dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (872x707)

A nice picture of Fulco Ruffo di Calabria checking the engine of his Spad. The WWI pilots frequently flied without the engine covers for a better cooling (822x1046)

The Italian WWI Ace (centre with the cap on) poses with the pilots of the 91st Squadriglia beside his Spad XIII. Three of his 20 victories were scored while flying the Spad XIII (1046x663)

Fulco Ruffo di Calabria with his Spad VII. The insignia are the same painted on the airplane exhibited at the Italian Air Force Museum of Vigna di Valle (872x707)


Lo Spad VII con i colori di Fulco Ruffo di Calabria, esposto presso il Museo dell'Aeronautica di Vigna di Valle, Bracciano (1046x702) Fonte: Aeronautica Militare Italiana 

http://www.aeronautica.difesa.it/

The Spad VII with Fulco Ruffo's markings preserved at the historical museum oh the Italian Air Force, Vigna di Valle, Bracciano, Rome  (1046x702)

Lo stesso velivolo dell'immagine precedente.  Link diretto: l'originale si trova presso il sito personale di Sebastiano Minniti. Copyright ©2005 Sebastiano Minniti  www.minniti.info

The same plane of the previous photo. Copyright ©2005 Sebastiano Minniti www.minniti.info

NOTE

[5] Motivo del conferimento della medaglia d'oro al valor militare a Fulco Ruffo di Calabria : "Dotato di elette virtù militari, pilota da caccia d’insuperabile ardire, provato in ben cinquantatre scontri aerei, con spirito di sacrificio pari al suo valore, continuò a cercare la vittoria ovunque la poteva trovare. In due mesi fece precipitare quattro apparecchi avversari sotto i suoi colpi sicuri. Il 20 luglio 1917, con incredibile audacia assaliva da solo una squadriglia compatta di cinque velivoli, ne abbatteva due e fugava i superstiti. Mirabile esempio ai valorosi. Cielo di Castagnevizza, 14 luglio - Cielo di Tolmino, 17 luglio - Cielo di Nova Vas, 20 luglio 1917."  Fonte il Quirinale: http://www.quirinale.it/onorificenze/ 

[6] FERRUCCIO RANZA

Ferruccio Ranza nasce a Fiorenzuola d’Arda, Piacenza il 9 Settembre 1892. L’8 Novembre del 1914, allo scoppiare delle ostilità, è assegnato come sottotenente al 1° Reggimento Genio frequentando contemporaneamente la scuola di volo di Venaria. Il 14 ottobre del 1915 viene assegnato alla 43a Squadriglia. Dal giugno del 1916 viene impegnato in missioni di ricognizione, guadagnando la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per aver portato a compimento una missione sotto il fuoco dell’artiglieria nemica. Dopo il passaggio sui Nieuport, il 22 Luglio viene assegnato alla 77a Squadriglia con la quale ottiene la sua prima vittoria aerea il 14 Settembre e viene decorato con un'altra Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Sostituisce temporaneamente Ruffo di Calabria al comando della 77a e dopo altre tre vittorie aeree gli viene anche attribuita la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il 1° Maggio del 1917 viene trasferito alla 91a Squadriglia, pur continuando a volare con la 77a  fino alla fine di Giugno. In questo periodo gli vengono riconosciute altre due medaglie d’argento al valor militare. Sulla fusoliere del suo aereo era dipinta una civetta ma, alla morte in combattimento di Giovanni Sabelli, Ranza adotta come insegna la "scala" dell'amico. Sostituisce Fulco Ruffo di Calabria alla guida della 91a fino alla fine della guerra. Ranza ha compiuto 465 missioni di guerra con venti richieste di vittorie, di cui diciassette confermate.

 Luigi Gori (1894-1917)  Maurizio Pagliano (1890-1917)

Luigi Gori e Maurizio Pagliano

Maurizio Pagliano nasce a Porto San Maurizio. Imperia l’11 ottobre del 1890 da padre italiano e madre tedesca. Entra in guerra con il grado di tenente e si distingue immediatamente come pilota espertissimo su Caproni bi e tri-motore. In meno di due anni compie numerose missioni su basi militari munitissime, aeroporti e porti austriaci. Nel periodo più critico (estate) attacca più volte a bassissima quota accampamenti militari, colonne in movimento e trincee avversarie. Testimonianza del suo ardimento alcune delle più importanti missioni di guerra, compiute con l’ausilio dell’inseparabile secondo, tenente pilota Luigi Gori. Luigi Gori nasce a Pontassieve il 13 marzo 1894. Si arruola nell’Arma del Genio del Regio Esercito italiano come Ufficiale di Complemento e chiede, accontentato, di essere assegnato al plotone Allievi Ufficiali del Battaglione Aviatori con sede a Torino. Il 3 maggio 1915 è nominato Sottotenente. Il giovane Ufficiale dimostra subito spiccate qualità aviatorie tanto da divenire istruttore e poi capo pilota dei velivoli Barman e Caproni. Molte sono le imprese militari ed aviatorie compiute dai due giovani eroi; azioni che attirano presto l’attenzione del poeta soldato, Gabriele D’Annunzio, che, da sempre, ha in mente azioni a lungo raggio sull’Austria e su Vienna. Pagliano e Gori diventeranno i piloti di D’Annunzio e con lui effettueranno le memorabili azioni su Pola, piazzaforte austriaca – ben tre (2 marzo; 3 aprile; 8-9 agosto 1917) – e su Cattaro il successivo 4 ottobre, partendo da Gioia del Colle (BA) con un Caproni la cui carlinga aveva disegnato”l’Asso di Picche”. Altra impresa degna di nota è quella nella notte del 10 maggio 1917: Pagliano e Gori sono i primi a spingersi da Pordenone a Pola e ritorno, dopo aver sganciato dieci bombe, tipo “162” (25 Kg. Cad.), per un’azione, condotta da isolati, in condizioni di scarsa visibilità senza scorta colpendo con precisione le installazioni militari della piazzaforte; al rientro da Pola, dimostrano la possibilità di poter effettuare voli notturni a lungo raggio. Il 13 maggio con un’azione degna di aerei d’assalto attaccano le truppe nemiche a terra e riportano in base il velivolo colpito da ben 134 proiettili.

Il giorno 4 settembre 1917 con D’Annunzio decollano la mattina alle ore 08.10 dal campo de La Comina (località pordenonese attigua all’Aeroporto di Aviano) prua verso Torino e riatterrano alle ore 17.23 dopo un volo ininterrotto di oltre 1.000 km, un’impresa dal punto di vista aviatorio unica e storica. Caporetto in seguito, cambia le prospettive future a Pagliano e Gori che si trovano impegnati nella strenua difesa del Piave. Entrambi si guadagnano in questo frangente la loro terza medaglia d’argento – le altre due le avevano ottenute per le imprese di guerra nel 1916 e per un’azione notturna sul cielo di Nabresina-Prosecco il 24 giugno del 1917.  Ma la sorte più volte sfidata da questi giovani aviatori è in agguato ed il 30 dicembre del 1917 “l’Asso di Picche” non rientra alle Base. Si spera che il velivolo possa essere atterrato in un campo di fortuna e che il suo equipaggio, composto da Pagliano, Gori, e dai mitraglieri Giacomo Caglio e Arrigo Andri, sia stato catturato. Ma da Berlino viene comunicato alla Croce Rossa che un Caproni è stato abbattuto in fiamme a sud di Susegana alle ore 12.40 del 30 dicembre: gli occupanti tutti deceduti. Come descritto negli archivi austriaci, l'autore dell'attacco è l'asso Benno Fiala v. Fernbrugg Comandante della Flik 56/J, su Albatros D.III. Unanime è il cordoglio della nazione; D’Annunzio scrive “..onore alla coppia eroica, per la vita e per la morte!” L’azione, che tutti ricordano come la “beffa di Buccari”, (10/11 febbraio 1918) condotta dal poeta sarà dedicata ai due eroi. Allora, tra l’altro scriveva il Vate “…dedicata ai miei due giovani piloti scomparsi, che solevano dimostrare ai dubbiosi come la temerarietà non sia se non una faccia della prudenza…”

L'insegna dannunziana della Squadra della Comina, L’Aquila Fulminante. Il motto recita: da lontano e da vicino colpisce

"The Electrocuting Eagle" Comina's Squad. Motto: "Closely and from afar she strikes" 

IPOTESI SULLO SVOLGIMENTO DEL TRAGICO EVENTO
Dopo l'attacco congiunto dei 5 bombardieri Caproni sul Campo di Godega e sul tratto di strada Godega - S. Fior, il Ca.4216 si separa dal resto della formazione. A differenza del Ca. 4145 e del Ca. 2337 che, come dichiarato dai rapporti mantengono quota elevata (3.600-3.200 m.), il velivolo di Pagliano e Gori s’abbassa di quota, portandosi ad ovest (S.Maria di Feletto) per attaccare concentramenti di truppe individuate in quella zona. E’ noto che moltissime volte i due Piloti avevano adoperato il Caproni come aereo da attacco al suolo a quote di circa 100 m. ed anche meno... Mentre il caporale Karl Haselböck, che copre le spalle al caccia del Comandante di Squadriglia, impegna a quota superiore un Caproni e la sua scorta, Benno Fiala-Fernbrugg attacca il Ca.4216. Nelle manovre di evasione, durante il combattimento a bassa quota, il Ca. 4216 converge verso Sud (presso Susegana).

Tale manovra non viene notata dagli altri equipaggi di Caproni, naviganti a quote molto superiori ed impegnati nelle fasi concitate dell’azione. Dopo un ingaggio aspro, al quale verosimilmente partecipa anche un altro caccia Austro-Ungarico (erano tre gli aerei avversari notati dal maggiore Bonazzi), il Caproni di Pagliano e Gori, colpito gravemente, si abbatte al suolo in fiamme. Questa volta, le mitragliatrici Schwarzlose 7/12 con il munizionamento al Fosforo, criticate molto dallo stesso Asso Austriaco in un Rapporto all'Arsenale di Vienna, hanno centrato i serbatoi del Caproni con successo.

Fonti: www.aeronautica.difesa.it/ - http://www.aeroclubfirenze.it/ - Col.Pil. Roberto Sardo - Col.Carlo Paciaroni


 Benno Fiala von Fernbrugg 

Maurizio Pagliano was born in Porto San Maurizio, Imperia on 11 October 1890 from Italian father and German mother. He begun the war with the rank of lieutenant and immediately distinguishes himself as an expert pilot on Caproni bi and tri-motors. In less than two years he performed many missions on Austrian military bases, airports and ports. In the most critical period, the summer, he attacked several times at a very low altitude enemy  encampments, columns and . Testifies his daring some of the most important missions of the war,  conducted with the help of his inseparable second pilot and friend lieutenant Luigi Gori. Luigi Gori was born at Pontassieve on 13 March, 1894. He joined the Royal Engineers as Italian army officer and was assigned to  the Battalion of Cadet Pilots based in Turin. On 3 May, 1915 he was appointed Second Lieutenant. The young officer shows now a great ability as aviator and became first a good instructor and later chief pilot of Barman and Caproni aircrafts. The two young pilots of the 8th Caproni Squadron awaked great attention in early 1917 specially from the poet Gabriele D'Annunzio. He, since long time ago was thinking about long-range missions over Austria and Vienna. Pagliano and Gori became D'Annunzio's pilots during the three memorable missions against Pola, the Austrian fortress (2 March, 3 April  and 8-9 August, 1917) and the fortified naval base of Cattaro (4 October, 1917). They started from Gioia del Colle, Bari flying the Caproni Ca.3 SN.2378 “San Giorgio” with the "Ace of Spades" painted on the nacelle. Another heroic mission was conducted the night of 10 May, 1917 when Pagliano and Gori were the first to fly the round-trip Pordenone – Pola, an unescorted solitaire action in low visibility conditions. They released ten bombs, type "162" (25 Kg each), hitting with precision the military installations of the fortress, demonstrating a great ability to conduct long-range night bombing missions. On 13 May they ground-attacked the enemy troops and returned to the base with almost 134 bullets in their Caproni. On 4 September, 1917 flying a Caproni C-3 Pagliano, Gori and D'Annunzio started at 8:10 in the morning  from Comina Airfield (Pordenone) head towards Turin and landed back at 17:23 after a non-stop flight of more than 1,000 Km. A legendary feat in aviation’s history.  D'Annunzio's dream, the flight over Wien, in fact never took place with Capronis but only a year later, on August 9, 1918 with ten SVA Fighters of the "Serenissima" Squadron. The defeat of the Italian forces at Caporetto changes the future and Pagliano and Gori were engaged in the strenuous defense on the Piave river. Both were rewarded with their third Silver Medal of Valour. The previous two Silver Medals were obtained for their feats in 1916 and for the night bombing mission over Prosecco Nabresina on 24 June, 1917.

But the time was over for these young pilots and the 30 December 1917 "the Ace of Spades" didn't return to the base. Pagliano and Gori took off at 11:45 AM from San Pelagio with the Ca.3 SN.4216 for a bombing action behind enemy lines against the airfields of Godega Sant’Urbano and San Fior.

Flying back home, south of Susegana, the aircraft was seen to go down over the enemy lines. The Italians hoped that the airplane had been forced to land in a field and Pagliano, Gori and the gunners James Rennet and Arrigo Andri captured. But a few days later Berlin reported to the Red Cross that the 30 December at 12:40 a Caproni was shot down in flames south of Susegana (Treviso ) and all the members of the crew were dead.  As described in the Austrian archives, the author was the Ace Benno Fiala von Fernbrugg,  Commander of the Flik 56 / J, flying an Albatros D.III.  D'Annunzio wrote ".. honor for the heroic couple, for life and death!" The action, remembered as the "mockery of Buccari" (10/11 February 1918) conducted by the poet was dedicated to the two heroes  "... dedicated to my two disappeared young pilots who demonstrated to the doubters how recklessness is only one side of prudence ..."

HYPOTHESIS ABOUT THE TRAGIC EVENTS
After the attack with other 4 Caproni bombers on the Austrian airfields of Godega and San Fior, along the street between the two airfields the Caproni 4216 left the squadron. Unlike the Capronis 4145 and 2337 that maintains the altitude of 3600-3200 meters, the airplane of Gori and Pagliano flies low moving to west  to attack enemy troops reported in this area. Many times the two pilots used the Caproni as a ground attack aircraft flying at an altitude of 100 meters or less. While Corporal Karl Haselböck, the ace Benno Fiala-Fernbrugg's buddy was engaged in fighting against the other Capronis and their escort, Fernbrugg attacked the Ca.4216. Manoeuvring, during combat at low altitude, the Ca.4216 flies southwards (Susegana). This manoeuvre is not noticed by the other Caproni pilots engaged in the air combat. Probably other Austro-Hungarian fighters took part in hunting Pagliano's and Gori's Caproni (Major Bonazzi reported three enemy planes) At last the Caproni was hit and crashed to the ground in flames. This time, the machine gun Schwarzlose 7/12 and the phosphorus munitions, often criticized by the Austrian pilots, did their job successfully setting fire to the Caproni's fuel tanks.


Gli eroi dell'aria della Prima Guarra Mondiale Luigi Gori (a sinistra) e Maurizio Pagliano (a destra) caduti sul Fronte del Piave il 30 dicembre del 1917 in località Fornace Vecchia, a sud di Susegana. Sulla prua del loro Caproni Ca.3 sono riortate le principali missioni a cui hanno preso parte (1046x804)

The First World War heroes Maurizio Pagliano (left) and Luigi Gori (right) killed in action on Piave Front (Fornace Vecchia, south of Susegana) on December, 30th 1917. On the nose of their Caproni Ca.3 are recorded the main missions (1207x885)

Sinistra il Ten. Maurizio Pagliano, a destra il Ten. Luigi Gori, al centro il Comandante l’VIII Squadr. Cap. Govi con alla sua sinistra il Cap. Aurelio Barbarisi, Osservatore e Capo Equipaggio del Ca.2 (300) “ S.Giorgio” n°1151, il primo con l’emblema dell’ “Asso di Picche” che si scorge sul trave sinistro di coda. Aerodromo “La Comina” [7] , 1916  (1304x905)

Lt. Maurizio Pagliano (at left ) and Lt. Luigi Gori (at right) and the Commander of the VIII Squadron Capt Govi and Capt. Aurelio Barbarisi, Observer and Leader of the Caproni Ca.2 (300) “ S.Giorgio” SN.1151, the first with the "Ace of Spades". “La Comina” airfield [7] , 1916  (1304x905)

Luigi Gori (a destra) e Maurizio Pagliano (a sinistra). Notare l’insegna dell’ "Asso di Picche" dipinto sulla fusoliera dell'aereo. Nella 8ª Squadriglia del 4° Gruppo, infatti, i 4 velivoli assegnati sono contraddistinti con i semi delle carte: Asso di Cuori, di Quadri, di Fiori e di Picche. (1306x958)

Luigi Gori (right) e Maurizio Pagliano (left) Note the "Ace of Spades" painted on the fuselage. The four airplanes lined-up in the 8th Squadron of the 4th Group were characterized by the four aces of the card game : Hearts, Diamonds, Clubs and Spades. (1306x958)


Il mitico Ca.2378 testimone di tante memorabili imprese con alcuni equipaggi della VIII Squadriglia. Al centro Gabriele D'Annunzio e alla sua sinistra gli assi Maurizio Pagliano e Luigi Gori (1306x806)

Members of the 8th Squadron behind the legendary Ca.2378 protagonist of many memorable challenges. At center the poet Gabriele D'Annunzio and at his left side the Aces Maurizio Pagliano and Luigi Gori (1306x806)

L’equipaggio del Ca. 2378 "Asso di Picche":
da sinistra, G.B. Pratesi, Maurizio Pagliano, Gabriele d’Annunzio e Luigi Gori
(922x906)

The crew of the Caproni Ca.3 SN.2378 "Ace of spades": from left, G.B. Pratesi, Maurizio Pagliano, Gabriele d’Annunzio and Luigi Gori (922x906)

Luigi Gori seduto sulla prua del suo Caproni. Notare la posizione dei due Piloti pericolosamente esposta agli attacchi della caccia e la prossimità dei grandi serbatoi del carburante (822x1164)

Luigi Gori sitting on the prow of his Caproni. Note the position of the two pilots dangerously exposed to attacks of the enemy fighters and very close to the very big fuel tanks (822x1164)


   

Stemma della VIII Squadriglia da Bombardamento Caproni, detta degli assi, versione "Asso di Picche" (699x945) Questa immagine è stata concessa in Pubblico Dominio dall'autore, Flanker

   

The Coat of Arms of the VIII Squadriglia Bombardamento Caproni (8th Caproni Bombing Squadron) named "The Aces", spades version  (699x945)  This image has been released into the public domain by its author, Flanker

NOTE

NOTES

[7] L'aeroporto de "La Comina" oggi su Google Maps

[7] "La Comina" airfield today in Google Maps

 

 Il volo su Vienna di Gabriele d'Annunzio    Flight over Wien performed by Gabriele d'Annunzio

Il volo su Vienna del 9 agosto 1918, fu una trasvolata di circa 1.200 km compiuta da 11 Ansaldo S.V.A. (Savoja, Verduzio, Ansaldo) dell'87a squadriglia, detta "La Serenissima". Dieci erano monoposto, pilotati da Antonio Locatelli, Girolamo Allegri, detto Gino Allegri, Censi, Aldo Finzi, Pietro Massone, Granzarolo, Sarti, Arturo Ferrarin, Masprone e Contratti ed un biposto pilotato dal Capitano Natale Palli. Il Maggiore Gabriele d'Annunzio, comandante della Squadra Aerea S. Marco, era nell'abitacolo anteriore  -  Il manifesto, scritto dallo stesso D'Annunzio, recitava:   « In questo mattino d'agosto, mentre si compie il quarto anno della vostra convulsione disperata e luminosamente incomincia l'anno della nostra piena potenza, l'ala tricolore vi apparisce all'improvviso come indizio del destino che si volge.Il destino si volge. Si volge verso di noi con una certezza di ferro. È passata per sempre l'ora di quella Germania che vi trascina, vi umilia e vi infetta. La vostra ora è passata. Come la nostra fede fu la più forte, ecco che la nostra volontà predomina e predominerà sino alla fine. I combattenti vittoriosi del Piave, i combattenti vittoriosi della Marna lo sentono, lo sanno, con una ebrezza che moltiplica l'impeto. Ma, se l' impeto non bastasse, basterebbe il numero; e questo è detto per coloro che usano combattere dieci contro uno. L'Atlantico è una via che già si chiude; ed è una via eroica, come dimostrano i nuovissimi inseguitori che hanno colorato l'Ourcq di sangue tedesco. Sul vento di vittoria che si leva dai fiumi della libertà, non siamo venuti se non per la gioia dell'arditezza, non siamo venuti se non per la prova di quel che potremo osare e fare quando vorremo, nell'ora che sceglieremo. Il rombo della giovane ala italiana non somiglia a quello del bronzo funebre, nel cielo mattutino. Tuttavia la lieta audacia sospende fra Santo Stefano e il Graben una sentenza non revocabile, o Viennesi.Viva l'Italia! »  Gabriele d'Annunzio.

Dopo l'impresa, il quotidiano Arbeiter Zeitung scrisse: "Dove sono i nostri D'Annunzio? "D'Annunzio, che noi ritenevamo un uomo gonfio di presunzione, l'oratore pagato per la propaganda di guerra grande stile, ha dimostrato d'essere un uomo all'altezza del compito e un bravissimo ufficiale aviatore. Il difficile e faticoso volo da lui eseguito, nella sua non più giovane età, dimostra a sufficienza il valore del Poeta italiano che a noi certo non piace dipingere come un commediante. E i nostri D'Annunzio, dove sono?  Anche tra noi si contano in gran numero quelli che allo scoppiar della guerra declamarono enfatiche poesie. Però nessuno di loro ha il coraggio di fare l'aviatore!".

The Flight over Wien was an epic action performed by Italian poet and nationalist patriot Gabriele D'Annunzio on 9 August 1918. With 11 Ansaldo S.V.A. (Savoja, Verduzio, Ansaldo) from his team, the 87th squadriglia (squadron) called "La Serenissima", he flew for over 1,200 km in a roundtrip to Wien to drop some thousands of propaganda leaflets.  The action was planned the year before but technical problems, such as the fuel capacity of the planes, delayed it. The first trial was attempted on the 2 August 1918, but the aircraft returned due to heavy fog. The second trial, on 8 August 1918, was cancelled due to strong wind, while the last one, on 9 August, was successful. They flew over Wien and dropped 50,000 leaflets on Green-White-Red coloured card, the colours of the Italian flag  -  The leaflets were written by D'Annunzio himself:  «On this August morning, while the fourth year of your desperate convulsion comes to an end and luminously begins the year of our full power, suddenly there appears the three-color wing as an indication of the destiny that is turning. Destiny turns. It turns towards us with an iron certainty. The hour of that Germany that thrashes you, and humiliates you, and infects you is now forever passed. Your hour is passed. As our faith was the strongest, behold how our will prevails and will prevail until the end. The victorious combatants of Piave, the victorious combatants of Marna feel it, they know it, with an ecstasy that multiplies the impetus. But if the impetus were not enough, the number would be; and this is said for those that try fighting ten against one. The Atlantic is a way  yet closed; and is an heroic way, as they demonstrate the newest pursuers that have coloured the Ourcq with German blood. On the wind of victory that rises from the rivers of liberty, we have come for the joy of the boldness, we have come for the contest that we will dare when we want, in the hour that we choose. The rumble of the young Italian wing not look like to the one of funereal bronze, in the early morning sky. However the joyful audacity suspends between St. Stephen and Graben an irrevocable sentence, Viennese. Long live Italy!»  Gabriele d'Annunzio  -  After the action, the newspaper "Arbeiter Zeitung" wrote: Where are our d'Annunzios declaiming emphatic poetries when the war burst out ?


Gabriele D'Annunzio sul posto anteriore dello S.V.A. biposto pilotato dal Capitano Natale Palli, in procinto di partire per il raid su Vienna (1046x708)

Gabriele D'Annunzio on the front seat of the S.V.A. flown by Captain Natale Palli ready for the raid on Wien (1046x708)

Il lancio di manifestini durante il volo su Vienna del 9 agosto del 1918. In altro a destra è visibile la Cattedrale di Santo Stefano (1302×918)

The drop of thousands of propaganda leaflets during the flight over Wien of the 9th august 1918. The St. Stephen's Cathedral is visible in the upper right corner (1302×918)

Pietro Massoni, uno dei "Serenissimi" che parteciparono al Volo su Vienna con Gabriele D'Annunzio,  nel suo S.V.A. 6846 (1046x776)

Pietro Massoni, one of the pilots of tle 87th Squadriglia "La Serenissima" who participate to the flight on Wien with Gabriele D'Annunzio on august 1918, in his Ansaldo S.V.A. SN 6846 (1046x776)

 ANSALDO S.V.A.

Per alleviare la dipendenza italiana dalle tecnologie straniere i capitani Umberto Savoia e Rodolfo Verduzio iniziarono nel 1916 lo studio di un nuovo aereo. Al progetto collaborò il tenente ingegner Celestino Rosatelli, mentre la produzione fu affidata all'Ansaldo di Genova e l’aereo divenne SVA: Savoia, Verduzio, Ansaldo.  II primo volo ebbe luogo il 19 marzo 1917 e un mese dopo il prototipo fece registrare una velocità di oltre 223 km/h. In agosto i primi SVA in configurazione da caccia andarono alla 91ª squadriglia per una valutazione operativa che evidenziò problemi di armamento, visibilità e manovrabilità.  Il direttore tecnico dell’Ansaldo, sottotenente ingegnere Giuseppe Brezzi, sviluppò allora nuove versioni, tra cui lo SVA5 da ricognizione, con due mitragliatrici Vickers laterali, due macchine fotografiche, tre attacchi per bombe da 162 m/m.  Se i piloti da caccia respingevano lo SVA, quelli della ricognizione lo trovarono nettamente superiore ai tipi esistenti. La prima missione operativa venne effettuata il 9 ottobre 1917 dal tenente Natale Palli, cui dieci mesi più tardi sarebbe toccato condurre nel cielo di Vienna Gabriele D’Annunzio.  La produzione proseguì sino agli anni Venti in numerose versioni, anche biposto, per un totale di circa duemila esemplari, gli ultimi dei quali volarono fino alla metà degli anni Trenta.  Lo SVA 11777 esposto al Museo Caproni ha partecipato al volo su Vienna pilotato da Gino Allegri ed è stato esposto per la prima volta a Trento nell’agosto 1993.

To alleviate the dependence on foreign technologies, the Italian Capts Umberto Savoia and Rodolfo Verduzio began In 1916 the study of a new plane. To the project helped the engineer Lieutenant Celestino Rosatelli while the production was controlled by the factory Ansaldo of Genoa and the plane was the S.V.A. (Savoia,  Verduzio, Ansaldo). The first flight took place on March, 19th 1917 and one month later the prototype scored a record speed of over 223 km/h. In August, the first batch was assigned for operational evaluation to the 91st squadron. Some fitting, visibility and manoeuvrability problems were found. Therefore Ansaldo's technical director, the engineer Lt. Joseph Brezzi, developed new versions of the plane, including the reconnaissance S.V.A.5 with two lateral fitted Vickers machine guns , two cameras, three 162 mm. bomb supports. The fighter pilots rejected the SVA but the reconnaissance pilots found it very reliable and better than the other models of the same era.  The first mission was conducted on 9 October 1917 by Lt. Natale Palli. Palli, ten months later would lead the flight over Wien for Gabriele D'Annunzio. The production continued for a total of about two thousand copies up to the twenties. Several versions were produced, including a two-seater. The last SVA flew in the middle of the thirties. The SVA 11777 exhibited at the Caproni Museum participated to the flight over Wien flown by Gino Allegri and was exhibited for the first time at Trento on August 1993.

 

 I bombardieri Caproni  -  The Caproni bombers

La Caproni era una delle principali aziende aeronautiche italiane. Fondata da Giovanni Battista "Gianni" Caproni nel 1908, inizialmente con la denominazione Società de Agostini e Caproni e quindi Società Caproni e Comitti. Nel 1911 venne prodotto il primo velivolo di costruzione interamente italiana. Il Caproni Ca.3 fu un bombardiere pesante della Prima Guerra Mondiale e del primo periodo  postbellico. Fu un punto di arrivo di una serie di una serie di aerei iniziata nel 1914 con il Ca.1. L'evoluzione del Ca.1 al Ca.2 aveva fatto comprendere l'importanza dei benefici derivanti da motori potenti e telai efficienti e robusti. Il Ca.2 si evolse nel Ca.3 rimpiazzando i due motori laterali con lo stesso Isotta-Fraschini V.4B da 150 cv utilizzato come propulsore di spinta nella posizione centrale. Il prototipo del Ca.3 volò nel tardo 1916 e venne immediatamente messo in produzione. Inizialmente conosciuto anche come Caproni 400 cv., venne rinominato dalle forze armate italiane Ca.3 e, nella versione postbellica, Ca.33. Ne vennero costruiti per l'esercito e la marina italiane più o meno 270 esemplari (esclusi i velivoli di produzione francese). Gli ultimi esemplari vennero impiegati anche come aerosiluranti. Oltre alle forze armate italiane, i Ca.3 vennero impiegati dalle Squadriglie britanniche prima dell'introduzione del bombardiere Handley Page Type O e dalla Francia,  sia con esemplari produzione italiana che prodotti su licenza, (inquadrati rispettivamente nelle C.A.P. escadres e nelle C.E.P. escadres). Alcuni velivoli vennero impiegati anche dal corpo di spedizione Americano.

Caproni was an Italian aircraft manufacturer started in 1908 by Giovanni Battista "Gianni" Caproni. It was initially named, from 1911, Società de Agostini e Caproni, then Società Caproni e Comitti. Caproni made the first aircraft of Italian construction in 1911. The Caproni Ca.3 was an Italian heavy bomber of World War I and the post-war era. It was the definitive version of the series of aircraft that began with the Caproni Ca.1 in 1914. The development of the Ca.1 to the Ca.2 suggested the benefits of increasing amounts of power to the very sound airframe. The Ca.3 was a development of Ca.2, by replacing the two engines mounted on the booms with the same Isotta-Fraschini V.4B (150 hp) engine that had been used as the central, pusher engine on that design. The prototype flew in late 1916 and was soon put into production. Known to Caproni at the time as the Caproni 450 hp, the Italian Army designated it the Ca.3. In Caproni's post-war redefinition, it became the Ca.33. Somewhere between 250 and 300 of these aircraft were built, supplying the Italian Army and Navy (the latter using the type as a torpedo bomber). Apart from the Italian Army, Caproni Ca.3s were also used in British squadrons, before the introduction of the Handley Page Type O bombers and original and licence-built ones were used by France (original Caproni were used in French C.A.P. escadres, licence-built examples in C.E.P. escadres). They were also used by the American Expeditionary Force.

 
Giovanni Battista Caproni, il fondatore nel 1908 della Società de Agostini e Caproni, a bordo di un Ca.3 (1306x826) Bella immagine di un Caproni Ca.3 in volo su Venezia (1024x686) Un Caproni Ca.3 francese in un aeroporto sconosciuto (1024x705)
Giovanni Battista Caproni started in 1908 the Società de Agostini e Caproni. "Gianni" Caproni on board a Ca.3 (1306x826) A nice picture of a Caproni Ca.3 flying over Venice (1024x686) A French Caproni Ca.3 in an unknown airfield  (1024x705)

Caproni Ca.3 francese con equipaggi e personale di terra (1298x748)

French pilots and ground crew with a Caproni Ca.3 (1298x748)

Caproni Ca.3 (1306x978)

Caproni "Cannoncino", un Ca.33 450cv con cannone da 25 mm. (1024x728)

Caproni "Cannoncino", a Ca.33 450hp with a 25mm gun (1024x728)

 

Il Caproni Ca.36 aveva le semiali smontabili per un più agevole rimessaggio (1306×980)

The Caproni Ca.36 had removable wings for better housing (1306×980)

Caproni Ca.5 in manutenzione presso un capo di volo argentino (1306x1014)

Refurbishing a Caproni Ca.3 on a Argentinian airfield (1306x1014)

Caproni Ca.5 in fase di decollo (1306x915)

Take-off  of a Caproni Ca.3 (1306x915)


   

Caproni Ca.47 (Ca.5 o ICa da 600 cv.) versione idrovolante prodotta in 10 esemplari (1306x964)

Caproni Ca.47 (Ca.5 or ICa, 600 hp.) a floatplane variant, 10 built   (1306x964)

 
 
 
 
 

 I TRIPLANI Serie 4  -  Triplanes Series 4

 
Caproni Ca.4 (922x535)  Caproni Ca.4 (1306x882)  Caproni Ca.4 (1306×795)

   
Caproni Ca.42 (1024x616)    
 

 I caccia  -  The fighters

Catena di montaggio dei Macchi-Nieuport presso gli stabilimenti Aer Macchi (1306x886)

The production line of the Macchi-Nieuport at Aer Macchi's factory (1306x886)

Il Nieuport Ni. 11 fu uno dei primi aerei usati da molti assi italiani. Dal 1915 venne anche costruito su licenza dalla Macchi. Il velivolo, per le sue ridotte dimensioni, veniva chiamato dai piloti "Bebè". (1024x768)

The Nieuport Ni.11 was one of the first airplanes flown by many Italian aces. Since 1915 Macchi manufactured the plane under license. The plane, due it's minimal size was nicknamed "Bebè" by the pilots. (1024x768)

Lo schieramento dei Nieuport 11 "Bebe" della 83a Squadriglia nel 1917(1306x986)

Nieuports 11 "Bebe" of the 83rd Squadron lined up in 1917 (1306x986)


Alcuni piloti con i loro Nieuport-Macchi 11 ospitati in rimesse di fortuna (1041x728)

Pilots with their Nieuport-Macchis 11 lodged under a makeshift roofing (1041x728)

Nieuport Ni.17 reparto e località sconosciuti (1024x768)

Nieuport Ni.17 unknown unit and airfield (1024x768)

L' Hanriot Macchi HD.1 n.6651 caduto nei pressi di Caporetto, fronte dell'isonzo 1917 (1306×893)

The Hanriot Macchi HD.1 sn.6651 crashed near Caporetto (Kobarid), Isonzo front 1917 (1306×893)


Spad VII e Nieuport 17 della 77a Squadriglia, 1917 (1024x768)

Spads VII and Nieuports Ni.17 of the 77th Squadron, 1917 (1024x768)

In questa vista laterale dell'Ansaldo A1 Balilla si apprezza il profilo elegante e snello del velivolo  (1024x768)  

In this side view you will apreciate the elegant and slender silhouette of the plane (1024x768)

Ansaldo A1 Balilla - Il velivolo entrò in servizio nelle ultime settimane del conflitto senza mai rivestire un ruolo particolarmente significativo.  (1024x768)

Ansaldo A1 Balilla - The plane serviced only the last weeks of WWI and never performed a significant role in the conflict.  (1024x768)


   

S.V.A.5 - Progetto del 1916 di Umberto Savoja e Rodolfo Verduzio, due pionieri dell'aeronautica italiana, la sigla S.V.A. era l'acronimo delle iniziali dei loro cognomi e del nome della ditta costruttrice, la Ansaldo. Al progetto contribuì anche il giovane Celestino Rosatelli, futuro padre dei biplani Fiat CR.32 e CR.42. (1226×814)

S.V.A.5 - Project aged 1916 by Umberto Savoja and Rodolfo Verduzio, two famous italian aviation pioneers. S.V.A. was the acronym of the initials of their surnames and the name of the manufacturer, Ansaldo. To the project contributed the young Celestino Rosatelli too, the father of the biplanes Fiat CR.32 and CR.42.

   

 Gli aerei da ricognizione -  The reconnaissance planes

Il Pomilio PC1 dei fratelli Pomilio entrò in servizio nel 1917 e fu il primo ricognitore armato di produzione italiana. Spinto dal motore da 260cv Fiat A.12, si rivelò pericolosamente instabile il che portò presto allo sviluppo del migliore Pomilio PD. Fu anche il primo velivolo al mondo a trasportare corrispondenza aerea (1271×891)

The Pomilio brothers' Pomilio PC1 entered service in 1917 and was the first italian armed reconnaissance biplane. Powered by the 260hp (194kW) Fiat A.12 engine it was dangerously instable which led to the improved Pomilio PD. It was the first airplane to fulfil postal service too (1271×891)

Il Pomilio PD nacque come evoluzione del primo ricognitore armato italiano, il Pomilio PC, apparso nel 1917. Il PD aveva una nuova cofanatura motore e, per una maggiore stabilità, il pattino di coda carenato. Di entrambi i modelli furono prodotti 545 esemplari, principalmente PD (1306×865)

The Pomilio PD was the development of the first italian armed reconnaissance biplane was the Pomilio PC which appeared in 1917. The PD had a revised engine cowling and to help with the stability a ventral fin. Production of both the PC and PD was 545 aircraft, mainly PDs (1306×865)

Sia SP-3 (868x575)

 

Maurice Farman (865x579)

 

Un pilota italiano con il suo Pomilio S.P.2 n.6684, 1917 (1306x935)

An Italian pilot with his Pomilio S.P.2 s.n.6684, year 1917 (1306x935)

L'idrovolante Macchi L.3 con il suo equipaggio. Il velivolo fu sviluppato nel 1916 ed ebbe un ruolo marginale durante la Prima Guerra Mondiale (1024x749)

L'idrovolante Macchi L.3 con il suo equipaggio. Il velivolo fu sviluppato nel 1916 ed ebbe un ruolo marginale durante la Prima Guerra Mondiale (1024x749)

 I Dirigibili -  Airships

   

Un notevole carico di bombe attaccato alla navetta di un dirigibile italiano, probabilmente un tipo "M". I dirigibili vennero utilizzati da francesi, italiani e tedeschi per missioni di osservazione e bombardamento nel corso dei primi mesi della grande guerra ma presto abbandonati in quanto troppo vulnerabili (1269×886)

A load of bombs on an italian airship, probably an "M" type. The Germans, French and Italians all operated airships in scouting and tactical bombing roles early in the war, and all learned that the airship was too vulnerable and not suitable for operations over the front (1269×886)

 
 
 
 

presto ancora immagini ....
soon more pictures ....